Scuola, il 62% delle famiglie paga spese extra

La scuola, anche se formalmente gratuita per tutti, pesa sui bilanci delle famiglie con costi, a volte imprevisti, per attività e servizi. Spese extra per ripetizioni, corsi di recupero, corsi o attività di potenziamento, acquisto di strumenti o materiali didattici. Spese aggiuntive che a volte mettono in difficoltà, in modo diseguale, le famiglie delle diverse fasce di reddito. Il 10,7% delle famiglie dichiara di aver pagato anche più di 1.500 euro in un anno per integrare l’attività scolastica dei propri figli.
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Emerge dall’indagine sul rapporto tra famiglie italiane e scuola del Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia), realizzata in collaborazione con la società Eumetra e con il patrocinio di Fondazione Cariplo, su un campione di 1.627 nuclei familiari.
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I risultati del questionario sono pubblicati all’interno del report annuale del Cisf, disponibile da domani in tutte le librerie dal titolo «Teniamo banco! Famiglia e scuola di fronte alla sfida educativa» (edizioni San Paolo).
Il Report 2026 parte da una fotografia della condizione economica delle famiglie: se il 30% del campione dichiara di non aver avuto, nell’ultimo anno, “mai” problemi ad arrivare a fine mese, il 45,5% evidenzia una certa vulnerabilità economica (divisa tra chi dichiara di aver avuto “spesso” difficoltà economiche (12,2%) e chi “a volte” (33,3%).
In questo contesto i costi “legati alla scuola” che ogni famiglia deve sostenere hanno un forte impatto e il 62,7% dei nuclei con figli studenti dichiara di aver dovuto affrontare costi extra:
– il 37,1% delle famiglie spese legate ad attività di potenziamento dei figli (lingue, coding, musica…);
– il 32,1% spese per le ripetizioni;
– il 44,3% per l’acquisto di strumenti digitali o didattici.
Fonte – Il Sole 24 ORE – Scuola
