Nell’attrattività dei capitali Italia quarta in Europa

Flat tax per i nuovi residenti. E poi un quadro di favore per l’imposta di successione e l’accesso al mercato unico europeo, con Milano in crescita anche come polo per posizionare i family office.
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Sono alcune delle motivazioni che portano verso l’alto l’Italia nella classifica di attrattività del capitale mobile elaborato da Henley & Partners.
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L’indice, che prende in esame quasi 40 indicatori tra fiscalità, percorsi per investitori, stato di diritto e qualità della vita, elabora informazioni in arrivo da banche dati strutturate tra cui Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Ocse.
L’Italia, in questa graduatoria guidata da Singapore, a cui seguono Nuova Zelanda e Isole Cayman, si classifica al settimo posto assoluto e al quarto in Europa, alle spalle di Cipro, Paesi Bassi e Portogallo, superando Germania e Francia.
«L’Indice di forza reputazionale – spiega il comunicatore Pier Domenico Garrone – misura la solidità reputazionale su basi documentali, certificate e verificabili, escludendo dall’analisi i dati demoscopici e le fonti non certificate. Il dato Henley è significativo proprio perché non misura un’opinione sull’Italia e non rappresenta un conteggio degli arrivi di milionari: valuta la competitività strutturale del Paese rispetto alla mobilità internazionale di persone, famiglie e capitali. Ne emerge un’Italia più competitiva di quanto spesso rappresenti il dibattito interno, osservata su fattori concreti quali fiscalità, qualità istituzionale, stabilità, accesso al mercato europeo e capacità di creare valore. I fattori che rafforzano il posizionamento italiano sono chiari: il regime fiscale per i nuovi residenti, il favorevole quadro successorio e l’accesso al mercato dell’Unione europea, con Milano in crescita come centro finanziario e dei family office. Il Global Wealth Mobility Framework li valuta all’interno di 12 dimensioni e 38 indicatori, sulla base di dati pubblici e autorevoli, tra cui Banca Mondiale, Fmi, Ocse e Global Peace Index. È un dato oggettivo che aiuta a distinguere la reputazione misurabile dalla percezione commentata».
Source – Il Sole 24 ORE – Economia
