"Incredibile! Rigore netto": furia Toro per il penalty non concesso

Ma dove è finito il Var? Se lo sono chiesti un po’ tutti quando, all’83’, Oristanio è caduto nell’area di rigore del Bologna dopo il contatto con Heggem. Il fantasista era stato bravo a spostare il pallone per andare alla conclusione, ma il tiro non è mai arrivato perché il calciatore granata è stato sgambettato dal difensore avversario. Piede destro contro piede destro, Oristanio è andato giù, ma Guida ha lasciato proseguire. In campo i granata hanno protestato, l’arbitro è rimasto inflessibile e soprattutto non è stato richiamato al monitor a rivedere le immagini. Eppure anche dai replay il chiaro ed evidente errore da parte del direttore di gare è apparso evidente. Alla fine è rimasta la decisione del campo e il Toro, palesemente penalizzato, ha avuto ben ragione di protestare. «Era rigore al 100%. Anzi, al 110%. Non so perché non sia stato fischiato: se io sterzo e l’avversario mi prende il piede è sempre rigore. Il calcio è un gioco semplice, ma a volte lo vogliono rendere complicato», ha commentato a caldo, senza nascondere l’amarezza e la rabbia, un incredulo Oristanio. Alle parole del trequartista, hanno fato eco quelle di Coco: «Dal campo ho visto che il contatto c’era, Gaetano sarebbe andato in porta se non avesse subito il fallo. Non ho parlato con l’arbitro, non so perché non abbia fi schiato il rigore, è stata una scelta sua e del Var».

Abate: “Episodio che si commenta da solo”

Anche Abate è tornato su quanto accaduto nel finale nell’area di rigore del Bologna: «Non c’è bisogno che commenti io l’episodio, si commenta da solo. Avete visto tutti cosa è successo. Accettiamo la decisione». Certo, i rigori non basta averli ma bisogna poi anche segnarli, è chiaro però che l’episodio dell’83’ avrebbe potuto cambiare il racconto della partita, ma soprattutto avrebbe potuto consentire al Toro di acquisire maggiore consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. In queste tre settimane, pur non potendo contare sui vari giocatori impegnati con le rispettive nazionali, Abate dovrà lavorare per sistemare quei difetti che la squadra ha ancora una volta palesato: nel primo tempo il Toro ha faticato a rendersi pericoloso, a creare occasioni. «Ma non è un problema di atteggiamento. L’atteggiamento della squadra era quello giusto – ha spiegato l’allenatore – io non ricordo grandi conclusioni del Bologna. Siamo partiti bene nei primi minuti, poi abbiamo subito un gol banale su una gestione sbagliata della palla. Dopodiché abbiamo fatto possesso, ma non riuscivamo a riempire l’area di rigore, non riuscivamo a dare profondità all’azione. Nel secondo tempo è cambiata la sensazione che abbiamo dato, ma questo non c’entra nulla con l’atteggiamento».

Abate e la crescita nella ripresa

Riguardo alla crescita avuta dalla squadra nella ripresa, Abate ha anche aggiunto: «Siamo andati più verticali, abbiamo trovato gli esterni e in questo avere i due attaccanti insieme ci ha aiutato. Ma nel complesso abbiamo giocato un’ottima partita e un ottimo secondo tempo. È vero che in campionato siamo sempre andati in svantaggio, ma l’aspetto più importante è che stavolta siamo sempre rimasti dentro la partita». Nella ripresa il Toro è visibilmente cresciuto grazie ai cambi («Hanno fatto un’enorme differenza, sono fi ero del mio gruppo», ha aggiunto il tecnico) e anche grazie al passaggio al 4-4- 2. A Bologna non è stata la prima volta che la squadra ha abbandonato il sistema con la linea difensiva a tre, per passare a quattro: era già accaduto nei secondi tempi contro la Fiorentina e la Roma, per esempio. «La sensazione che ho è che giocando a quattro abbiamo qualcosa in più. Io amo la difesa a quattro, ma abbiamo delle carenze in alcune zone del campo per poterla fare sempre: non abbiamo tanti esterni off ensivi, in attacco abbiamo perso Adams e anche Zapata non sta bene. A volte questo sistema può essere una soluzione a partita in corso».

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