"Springboks coi titolari? Che orgoglio: è rispetto!"

Un anno dopo non è tutto uguale. Certo: l’agenda della palla ovale propone di nuovo Italia-Sudafrica. E ancora a Torino. Ma se è immutato l’oggetto in questione, a variare completamente è il contesto. Dodici mesi fa, infatti, gli azzurri erano arrivati sotto la Mole sulle ali dell’entusiasmo per il successo contro l’Australia della settimana prima, in un clima di euforia ingigantito dalle contestuali prodezze di Jannik Sinner alle Atp Finals, in scena a poche centinaia di metri dall’Allianz Stadium. Questa volta, all’Inalpi Arena, lo show tra i Maestri della racchetta non sarà ancora cominciato. E, in ogni caso, il fuoriclasse altoatesino non ci sarà. Ma mancheranno diversi pezzi da novanta anche al puzzle azzurro del ct Gonzalo Quesada, costretto a fare i conti con ben sedici assenze in vista della sfida di domani (fischio d’inizio alle ore 12.40) ai campioni del mondo in carica. Che, al contrario, si presenteranno in campo con il miglior XV possibile. “Non succede spesso che gli Springboks schierino tutti i titolari contro l’Italia: il fatto che abbiano deciso di farlo, nonostante sei giorni dopo tornino già in campo contro la Francia, è un segnale di grande rispetto – gonfia il petto Quesada -. Erasmus è il miglior allenatore al mondo e ha sempre speso parole di elogio verso questa Nazionale e verso di me: mi fa molto piacere, perché so che è ciò che pensa e non sono frasi di circostanza”. Per ottenere complimenti anche al termine degli 80’ contro gli Springboks, però, questa volta servirà estrarre il proverbiale coniglio dal cilindro. Con tanti big assenti, da Menoncello a Brex, passando per capitan Lamaro.

“Dovremo essere imprevedibili”

E con tanti pilastri inizialmente in panchina. “Capisco possa sorprendere – chiarisce il ct -. Ma Fischetti viene da sei partite giocate di fila, Varney ha dovuto fare avanti e indietro dall’Inghilterra, Zuliani ha giocato poco nell’ultimo periodo e non è ancora al 100%. Sono fattori da tenere in considerazione”. Sarà il match dell’esordiente Samuele Locatelli, allora, in terza linea, con Leonardo Marin e Paolo Odogwu al centro. Di fronte tutto il meglio del movimento sudafricano, che non è poco: da capitan Siya Kolisi in avanti. “Se vorremo giocarcela davvero dovremo esprimere il massimo livello e, allo stesso tempo, cercare strategie e movimenti per essere imprevedibili. Nel caso potremo ripetere quanto fatto lo scorso anno, quando in due partite su tre con il Sudafrica siamo rimasti in partita fino alla fine, come a Torino, dove a 10’ dal termine eravamo 20-14…”. Sarà il ventesimo confronto tra le due realtà, cifra tonda, con i precedenti che strizzano l’occhio per 18-1 in favore degli Springboks. Il sogno resta replicare quel leggendario 20-18 confezionato a Firenze nell’ormai lontano 2016…

Il XV dell’Italia

Quindici Mirko Belloni (Zebre Parma, 3 caps); Quattordici Ange Capuozzo (Stade Toulousain, 32); Tredici Paolo Odogwu (Benetton Rugby, 10); Dodici Leonardo Marin (Benetton Rugby, 25); Undici Monty Ioane (Lione, 49); Dieci Paolo Garbisi (Perpignan, 57); Nove Alessandro Fusco (Zebre Parma, 27); Otto Lorenzo Cannone (Benetton Rugby, 40); Sette Samuele Locatelli (Zebre Parma, esordio); Sei Alessandro Ortombina (Zebre Parma, 2); Cinque Federico Ruzza (Benetton Rugby, 74); Quattro Niccolò Cannone (Benetton Rugby, 65); Tre Simone Ferrari (Benetton Rugby, 73); Due Giacomo Nicotera (Stade Français, 41, capitano); Uno Muhamed Hasa (Zebre Parma, 11).

Source – Tuttosport.com – Ts