Polizza sanitaria integrativa, 2 su 3 hanno aderito ma per 4 su 10 è poco utile

Luci e ombre sulla polizza sanitaria integrativa gratuita alla quale il personale scolastico ha la possibilità di aderire entro il 20 settembre: da una parte si registra una adesione decisamente maggioritaria, dall’altro però si esplicitano dei dubbi sull’utilità reale delle prestazioni previste e piovono critiche per la provenienza dei fondi impiegati per finanziare la misura. I dati giungono da un sondaggio on line realizzato dalla testata giornalistica ‘La Tecnica della Scuola’, al quale hanno risposto 547 lettori.
Le cifre
Alla domanda se abbia deciso di aderire alla nuova copertura sanitaria integrativa, il 61,6% degli intervistati ha risposto affermativamente, con la percentuale destinata a salire, considerando che mancano ancora due giorni alla scadenza per aderire. Tra chi non ha invece dato l’assenso, il 19,7% indica “altri motivi”, il 15,5% lamenta modalità di utilizzo non ancora chiare e una quota minoritaria dichiara di non essere interessata alle prestazioni previste.
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Spaccatura sull’utilità della misura come welfare
Ancora più netta risulta la divisione sull’utilità della misura come strumento di welfare. Il 39,3% dei lettori che hanno partecipato alla rilevazione ritiene che le prestazioni previste siano “poco utili”, mentre solo il 20,1% la giudica “molto utile”. Un ulteriore 19,7% la considera valida solo per alcune prestazioni, e il 20,8% ammette di non conoscere ancora sufficientemente bene la copertura per esprimere un giudizio compiuto. Il dato più significativo resta dunque la quota, tutt’altro che trascurabile, dei dipendenti della scuola che nutrono riserve o dubbi sull’effettiva utilità del provvedimento rispetto alle attese.
Boom di richieste
L’interesse del personale nei confronti dell’assicurazione sanitaria si è tradotto in un vero e proprio boom di richieste: in meno di tre giorni, dal lancio del 10 settembre si sono registrate oltre 250mila adesioni. Un risultato numerico di rilievo che, secondo il Ministero dell’Istruzione, dimostra come il provvedimento risponda a un’esigenza concreta dei lavoratori della scuola.
Fonte – Il Sole 24 ORE – Scuola

