Piano Mattei per l’Africa, ecco cosa prevede: dalle rinnovabili in Marocco alla Costa d’Avorio
Il Piano Mattei può contare su 5,5 miliardi di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie, ha spiegato Meloni. Dai progetti pilota alla governance: com’è strutturato
Il Piano Mattei «può contare su 5,5 miliardi di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie: circa 3 miliardi dal fondo italiano per il clima e 2,5 miliardi e mezzo dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo», ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del vertice Italia-Africa. Nelle scorse settimane la Camera ha approvato il decreto che definisce la governance del piano. Per supportare le attività connesse al piano dal 1° dicembre 2023 è stata istituita una struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel corso del vertice di lunedì 29 gennaio Meloni ha annunciato alcuni dei progetti pilota.
I progetti pilota
I Paesi coinvolti saranno il Marocco dove il governo intende realizzare un «grande centro di eccellenza per la formazione professionale sul tema delle energie rinnovabili», l’Algeria per «un progetto di monitoraggio satellitare sull’agricoltura», il Mozambico dove dovrebbe venire realizzato un «centro agroalimentare che valorizzi le eccellenze, le esportazioni dei prodotti locali». In Egitto il piano prevede un sostegno alla produzione di grano, soia, mais, girasole con un investimento in macchinari, sementi, tecnologie e nuovi metodi di coltivazione. In Tunisia le risorse saranno destinate al potenziamento delle stazioni di depurazione delle acque non convenzionali per irrigare un’area di 8.000 ettari e creare «un centro di formazione dedicato al settore agroalimentare». Altri due progetti pilota saranno realizzati in Congo, per la costruzione di pozzi per la distribuzione dell’acqua soprattutto a fini agricoli alimentata da energia rinnovabile, e in Costa D’Avorio per il miglioramento dell’accessibilità «dei servizi sanitari primari».
Quanto dura il piano e com’è strutturato
Il Piano Mattei avrà durata quadriennale e potrà essere aggiornato anche prima della scadenza: tra i suoi obiettivi, coordinare iniziative pubbliche e private rivolte a Stati del Continente africano.I ministri hanno 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore del decreto per trasmettere una relazione sulle iniziative rivolte a Stati del Continente africano programmate o in corso di svolgimento e proposte di linee di azione e di riforma. Entro novanta giorni da questa scadenza la cabina di regia deve completare la definizione del Piano e trasmetterlo al Consiglio dei ministri per la sua deliberazione. Ogni anno il Parlamento sarà aggiornato sullo stadio di attuazione del Piano Mattei: il rapporto dovrà essere trasmesso alle Camere entro il 30 giugno.
La cooperazione e gli ambiti di intervento
Gli ambiti di intervento del Piano Mattei sono diversi: dalla cooperazione allo sviluppo alla promozione delle esportazioni e degli investimenti e ancora istruzione, formazione superiore e formazione professionale, salute, agricoltura e sicurezza alimentare, partenariato energetico anche nell’ambito delle fonti rinnovabili e gestione dei flussi migratori legali.
Da Eni a Fincantieri: le società coinvolte
Al vertice Italia-Africa hanno preso parte anche i vertici delle società partecipate, che saranno coinvolte anche in alcuni dei progetti del Piano Mattei. Tra i presenti, l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, l’ad di Enel Flavio Cattaneo, l’af di Cassa Depositi e Prestiti Dario Scannapieco e il presidente di Leonardo Stefano Pontecorvo. E ancora: l’ad di Sace Alessandra Ricci, l’amministratore delegato di Simest Regina Corradini D’Arienzo, il presidente di Ice Matteo Zoppas, l’ad di Terna Giuseppina Di Foggia, l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo. Presenti anche l’ad di Snam Stefano Venier, l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini e quello di Fincantieri Pierroberto Folgiero
Source – Corriere.it – Economia


