Milano per Hoepli, pronto un crowfunding per riaprire la storica libreria

Per ora sono 250, ma «continuano a chiamarci tante persone», raccontano i promotori della cordata. Milano si mobilita per riaprire la storica libreria Hoepli chiusa a maggio. Un’offerta è stata depositata e un crowfunding è pronto a partire. Ora la parola passa alla liquidatrice, Laura Limido, che – secondo indiscrezioni di stampa non confermate – avrebbe ricevuto anche un secondo progetto da una casa editrice. In tal caso dovrà decidere non solo su due diversi business plan, ma su due distinte prospettive: da una parte quella di far riaprire la più importante libreria indipendente d’Italia con un azionariato diffuso, dall’altra cedere marchio e dipendenti ad una catena. Non ci sono scadenze, ma si prevedono tempi celeri per la scelta; un’altra trattativa riguarda invece l’affitto dei locali in via Hoepli, alle spalle del Duomo, di proprietà di Matteo, Giovanni e Barbara Hoepli.
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Le librerie indipendenti
«In Italia le libreria indipendenti pesano solo il 10% e la Hoepli era quella che fatturava di più», va ripetendo da mesi Vittorio Graziani, anima della Centofiori e in prima fila, insieme all’avvocata Monica Colombera, nella mobilitazione che ha portato alla costituzione di una società e alla messa a punto di un progetto «in controtendenza: sarebbe un unicum far riaprire una libreria nello stesso posto con lo stesso nome, nel centro della città da cui tanti si allontano», spiega ai gruppi di potenziali finanziatori. Il modello indicato nel business plan sono famose librerie indipendenti come Waterstones Piccadilly a Londra o La Central di Barcellona, con l’intenzione di rendere la libreria un hub culturale, un luogo anche di aggregazione grazie all’ampio spazio eventi. Anche per questo il progetto è seguito con interesse da Palazzo Marino ed è stato salutato da Mario Calabresi, candidato sindaco in pectore, come la «speranza» di sanare una ferita.
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Obiettivo di capitalizzazione
L’obiettivo minimo di capitalizzazione è fissato in 4,5 milioni, per ristrutturare e avviare la libreria che stimano possa raggiungere il breakeven in due anni. 19 i dipendenti previsti. Professionisti, volti noti dell’editoria, imprenditori di ogni tipo e semplici cittadini, anche giovani, si sono già fatti avanti per la prima sottoscrizione da 200 euro. Se l’offerta sarà accettata, anche i big potranno confermare il proprio interesse con quote fino a 100mila euro, come previsto dal crowfunding.
Rami d’azienda in liquidazione
La libreria è solo uno dei rami d’azienda, distinto dall’editoria. Quella scolastica è stata già venduta a Mondadori, attualmente titolare del marchio libreria Hoepli 1870, concesso alla società in liquidazione. Col trasferimento della libreria, avviene anche quello del marchio.
Source – Il Sole 24 ORE – Economia
