Le mamme non vanno lasciate sole a…

Le mamme non vanno lasciate sole a scoprire in ritardo la malattia, ad affrontare le spese di riabilitazione, a dover affidare il proprio bambino alle cure di altri, a pagare le terapie che pure ci sono e funzionano

Sono un medico e all’ottavo mese di gravidanza ho cominciato a manifestare dolori importanti alla colonna, ma nessuno li ha presi sul serio. Ora, cinque mesi dopo il parto, so di avere sette fratture vertebrali. Come si può gestire il problema e perché non se ne parla?

Risponde Maria Luisa Brandi, presidente Osservatorio fratture da fragilità (VAI AL FORUM)

Non è una colpa, è semplicemente un problema di ignoranza, un problema che andrà arginato. E anche se si parla di una condizione rarissima (1:100.000), in realtà io come medico specialista nella fragilità ossea ho avuto modo di curare oltre 300 donne con questa storia clinica. Le fratture da fragilità in gravidanza e nell’allattamento possono essere riferibili a un numero di concause, quali i disordini alimentari nell’adolescenza con lunghi periodi di amenorrea, il trattamento prolungato con cortisonici, malattie congenite da fragilità ossea non riconosciute prima perché lievi, il frequente uso di eparina in gravidanza.

Italia all’avanguardia

I fattori di rischio sono stati raccolti dalla Fondazione Italiana sulla Ricerca delle Malattie dell’Osso (FIRMO) in un questionario, che l’Osservatorio per le Fratture da Fragilità ITALIA (OFF ITALIA) con l’Associazione MAMme con Osteoporosi in Gravidanza (MAMOG) ha voluto utilizzare insieme a una valutazione ultrasonografica ossea con tecnica REMS nel primo studio che verrà effettuato in sette Centri di Ostetricia e Ginecologia nel nostro Paese. L’Italia è all’avanguardia in questa corsa all’educazione della classe medica e insieme arriveremo a debellare questa patologia, perché la mia esperienza mi ha insegnato che le mamme che hanno avuto fratture da fragilità nella prima gravidanza, nella seconda non si fratturano più.

Intercettare il rischio di frattura

Dobbiamo imparare ad intercettare il rischio di frattura e gestirlo. E dobbiamo farlo insieme. Nel contempo dobbiamo pensare a coloro che oggi si trovano ad affrontare un problema di fragilità ossea in gravidanza o nel periodo dell’allattamento, perché queste mamme non vanno lasciate sole. Sole a scoprire in ritardo la malattia, sole ad affrontare le spese di riabilitazione, sole a dover affidare il proprio bambino alle cure di altri, sole a pagare le terapie farmacologiche, che pure ci sono e funzionano. Gli stessi farmaci che utilizziamo per l’osteoporosi postmenopausale possono essere utilizzati, per periodi di tempo limitati, per le giovani pazienti.

Proteggere le mamme

Il farmaco anabolico teriparatide si è dimostrato efficace in molte pazienti e, oggi che questa molecola ha raggiunto un prezzo ragionevole perché molti biosimilari sono in commercio, il Servizio Sanitario Nazionale e i decisori dovranno prendere in carico questa patologia, così come si appresta a fare il Governo inglese e come ha già fatto quello irlandese. Un impegno collettivo per proteggere le mamme e aiutarle a ritornare forti è obbligatorio per un Paese civile e che tanto si vuole impegnare per aumentare le nascite dei bambini.

3 agosto 2024 ( modifica il 3 agosto 2024 | 12:37)

Source – Corriere.it – Salute