Gonfiore e cali di energia? I segnali che il tuo microbiota è in disequilibrio


Difese immunitarie basse, umore a terra, sonno alterato, energia spenta: se l’intestino non è in equilibrio, gli effetti possono ripercuotersi sul benessere generale. Cosa fare? Ne parliamo con un grande esperto: il professor Tommaso Maglio
Professor Maglio, quanto incide davvero il microbiota intestinale sul nostro benessere quotidiano?
Il microbiota è un ecosistema molto complesso, formato da numerosi microrganismi. Quando è in equilibrio, condizione definita eubiosi, svolge diverse funzioni benefiche: crea una barriera microbiologica, modula le difese immunitarie, produce sostanze nutritive per la mucosa gastrointestinale e contribuisce alla produzione di vitamine. I benefici, quindi, non riguardano solo l’intestino, ma l’intero organismo.
In che modo il microbiota dialoga con il sistema immunitario?
Un microbiota in equilibrio contribuisce a regolare la risposta immunitaria attraverso la produzione di molecole messaggere, chiamate citochine. Queste partecipano ai meccanismi con cui l’organismo reagisce alle infezioni e modula i processi infiammatori, sia a livello intestinale sia generale.
Quanto è importante il cosiddetto asse intestino-cervello?
È fondamentale. L’asse intestino-cervello o gut-brain axis mette in comunicazione questi due distretti. Quando il microbiota è in equilibrio, vengono favoriti meccanismi che coinvolgono molecole come triptofano e serotonina, importanti nella regolazione dello stress, dell’umore, del rapporto con il cibo e della qualità del sonno.
Quali segnali possono indicare un microbiota in disequilibrio?
Gonfiore, produzione eccessiva di gas, digestione difficile, alterazioni dell’alvo e cali di energia sono tra i sintomi più comuni. Se persistono nel tempo e non tendono a migliorare, è opportuno approfondire, perché una disbiosi cronica può associarsi ad alterazioni della mucosa intestinale e a fenomeni infiammatori più diffusi.
Alimentazione, prebiotici e probiotici possono aiutare?
Sì. È importante innanzitutto ridurre il consumo di cibi molto processati. Prebiotici, come per esempio il colostro bovino, e probiotici di bioregolazione possono essere utili, ma vanno scelti in modo mirato in base ai sintomi e alle caratteristiche della persona. Nei casi meno chiari può essere valutata anche un’analisi del microbiota attraverso il sequenziamento del DNA microbico.
Quale ruolo può avere la low dose medicine?
Può essere utilizzata con l’obiettivo di modulare i processi infiammatori associati a un disequilibrio cronico del microbiota e di preparare l’ambiente intestinale a un successivo riequilibrio, sempre nell’ambito di un percorso personalizzato.
Source – starbene
