È la prima organizzazione che ha…
È la prima organizzazione che ha portato la clown-terapia professionale in Italia per intrattenere e sostenere i bambini ricoverati in ospedale
Il sorriso è una tappa della terapia. «Quando il bambino sorride sta combattendo per la vita» osserva Vladimir Olshansky, attore clown di fama internazionale, per il quale far volare l’immaginazione dei bambini su un letto d’ospedale è da sempre la missione più importante della vita. Settantasei anni, di origini russe, nel 1995 insieme a suo fratello Yuri e a Caterina Turi Bicocchi (entrambi attori) ha fondato Soccorso clown, la prima organizzazione che ha portato la clown-terapia professionale in Italia. Sono una ventina gli attori clown formati dalla scuola diretta dai fratelli Olshansky che attualmente svolgono attività nei reparti pediatrici italiani. L’ospedale dove Soccorso clown è approdato per la prima volta è il Meyer di Firenze. Successivamente il servizio professionale di clown-terapia è stato introdotto nell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, nel policlinico Gemelli e Umberto I (sempre nella Capitale), nel policlinico Fatebenefratelli-Sacco di Milano, nel nuovo ospedale Santo Stefano di Prato e nel policlinico Le Scotte di Siena. Chi è il dottore clown? «Il clown è una figura un po’ misteriosa, tanta gente non ha idea di chi sia. Fare il clown non vuol dire semplicemente giocare con il bambino, né improvvisare una battuta. È un’arte – spiega Vladimir, in corsia dottor Bobo -. Il clown che indossa il camice bianco è un attore, un burattinaio o un giocoliere professionista con un talento comico».
Che cosa fa il clown in ospedale?
«Lavoriamo con la parte sana del bambino, non con la sua malattia. Ci avvaliamo di tecniche della commedia dell’arte, come i lazzi (piccole azioni parlate o mimate, ndr), facciamo magie, gag, usiamo burattini e strumenti musicali, per creare una situazione di stupore e sorpresa fino a suscitare il riso – chiarisce Vladimir -. È un crescendo di azioni che generano una catarsi spirituale nel bambino, che presto si dimentica del suo problema, di essere in ospedale e non si accorge che gli sta entrando un ago nel braccio. Abbiamo un repertorio artistico per ogni fascia di età, da 0 a 18 anni». L’intervento del clown-terapeuta dura da dieci minuti a più di mezzora, quando il piccolo paziente deve subire una procedura medica più complicata. Il clown può incontrare i bambini e i ragazzi in gruppo o singolarmente, nelle loro stanze, nelle sale d’attesa, nei corridoi, negli ambulatori, al pronto soccorso, in radiologia, nei day hospital, in mensa e in tutti i luoghi di passaggio: ascensori, scale, corridoi. E questo di solito lo fa in una determinata fascia oraria stabilita dall’ospedale. Ma la maggior parte degli interventi avvengono a chiamata, su richiesta dello staff medico-infermieristico, che ingaggia il clown per alleviare la tensione e la paura del bambino quando si deve sottoporre a una procedura particolarmente dolorosa, come una puntura tra le vertebre lombari, un prelievo di midollo osseo dal bacino, una sedazione o un’anestesia per un’operazione chirurgica. «Accompagniamo il bambino dalla sua stanza fino alla sala operatoria, lo intratteniamo lungo i corridoi e dentro l’ascensore, e stiamo con lui finché non si addormenta. A volte lo aspettiamo dopo l’intervento per evitare che si agiti al risveglio» racconta Vladimir. I soccorso-clown sono presenti in ospedale fino a un massimo di cinque giorni alla settimana per quattro ore giornaliere e possono essere anche prenotati per una videochiamata (tramite il portale Soccorsoclown.it). Il clown online è specialmente utile per i bambini immunodepressi in isolamento (a casa o in ospedale).
I benefici della clown-terapia
Da diverse indagini condotte dall’ospedale Meyer emerge che grazie agli interventi dei clown i livelli di ansia preoperatoria nei bambini si abbassano di più del 50%, che c’è un aumento delle emozioni positive dei piccoli sotto osservazione in pronto soccorso e una riduzione del loro stress prima di esami diagnostici, quali tac e risonanza magnetica. I clown ospedalieri incontrano anche i genitori: «È la prima volta che rido negli ultimi cinque anni qualcuno ci ha detto – ricorda Vladimir -. Un genitore più sereno riesce a dare un aiuto più forte al proprio figlio». Sottolineando: «Questo per me non è un lavoro, ma una missione. Quando recito sul palcoscenico di un teatro lo faccio per me, quando metto il naso rosso in corsia lo faccio per i bambini».
La storia di Vladimir
Vladimir questo mestiere lo coltiva da una vita, fin da quando si trasferì a New York negli anni Ottanta entrando a far parte dell’unità di dottori clown professionisti (che si è inventato Michael Christensen) del Big apple circus. Prima ancora si era laureato alla scuola di circo di Mosca, dedicandosi poi al teatro e per un periodo lavorando per il celebre Circque du soleil. Più avanti, nel 2011, insieme al fratello Yuri e a Caterina Turi Bicocchi, costituisce la European federation of hospital clowns organizations, che oggi riunisce 20 organizzazioni di clown ospedalieri di 20 paesi europei. «Il clown-terapeuta è un professionista dello spettacolo che non ha nulla a che vedere con chi fa il clown volontario – rimarca Yuri Olshansky, direttore generale di Soccorso clown -. I nostri clown sono degli attori che seguono un percorso di formazione di circa un anno, suddiviso in 300 ore di lezioni teoriche e un tirocinio pratico in ospedale. Ma questa figura professionale non ha un riconoscimento giuridico e viene remunerata con risorse di progetti a termine difficili da reperire. All’hospice pediatrico del Bambino Gesù, per mancanza di finanziamenti, abbiamo dovuto sospendere la nostra attività lo scorso dicembre. Aiutateci quindi a fare il nostro lavoro e ad avere un inquadramento professionale negli ospedali». È l’appello di Soccorso clown. L’organizzazione, inoltre, opera all’interno di residenze per anziani, gestisce un corso di teatro clown per bambini con disabilità a Firenze e, su domanda, attiva laboratori di arti circensi e master per clown attori. Poco prima che esplodesse la guerra in Ucraina i fratelli Olshansky hanno formato a distanza un gruppo di attori ucraini: «Si sono infilati il naso rosso e hanno usato il metodo del dottore clown sotto le bombe, per evacuare anziani e bambini nascosti nelle abitazioni, restituendo a queste persone umanità nella disumanità della guerra». Per tutte le informazioni: Soccorsoclown.it.
Source – Corriere.it – Salute

