Questa patologia non rappresenta…
Questa patologia non rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo dell’embrione e del feto, né è associata a una maggiore probabilità di complicanze, ma è importante impostare la terapia prima del concepimento
Ho la sclerosi multipla, posso pianificare una gravidanza? Che cosa devo aspettarmi con la mia malattia?
Rispondi Antonio Clavenna, responsabile Laboratorio di Epidemiologia dell’età evolutiva, Istituto Mario Negri, Milano (VAI AL FORUM)
In molti casi le donne con sclerosi multipla avvertono un miglioramento dei sintomi durante la gravidanza, in particolare nel secondo e nel terzo trimestre, con una diminuzione della frequenza di ricadute. Il motivo per cui questo avviene non è del tutto chiaro, ma è molto probabilmente associato a una modifica della risposta del sistema immunitario durante la gravidanza. In questo periodo, infatti, l’organismo della mamma deve adattarsi alla presenza dell’embrione e del feto che presenta degli antigeni «estranei», in quanto ereditati dal papà. Alcuni studi hanno osservato durante la gravidanza alcune modifiche nell’attivazione dei geni che regolano i linfociti T, cellule del sangue coinvolte nella risposta immunitaria.
Sistema immunitario
Queste modifiche avvengono sia nelle donne con sclerosi multipla che in donne senza questa malattia: semplificando, è come se durante la gravidanza, e in particolare durante il terzo trimestre, il sistema immunitario delle donne con sclerosi multipla funzionasse nello stesso modo di quello delle altre donne, mentre di per sé questa malattia è caratterizzata proprio da una reazione immunitaria anomala nei confronti di componenti delle cellule del sistema nervoso centrale (è, infatti, classificata tra le malattie autoimmuni). Colgo l’occasione del quesito per sottolineare come, anche per quanto sopra riportato, avere la sclerosi multipla non preclude dalla possibilità di avere una gravidanza.
Valutare il trattamento
Questa patologia non rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo dell’embrione e del feto, né è associata a una maggiore probabilità di complicanze. Le donne con sclerosi multipla che desiderano una gravidanza dovrebbero, però, valutare il trattamento con il neurologo prima del concepimento: i dati sull’uso di alcuni farmaci in gravidanza, come per esempio l’interferone-beta o il glatiramer acetato, non indicano un aumento del rischio di malformazioni o di altri rischi per il feto, mentre altri medicinali sono poco studiati in gravidanza o potrebbero comportare rischi per il feto (rientra il quest’ultimo caso il fingolimod, che deve essere sospeso almeno due mesi prima del concepimento). È, pertanto, preferibile impostare la terapia prima di intraprendere la gravidanza.
Allattamento al seno
Purtroppo i benefici della gravidanza sull’andamento della malattia sono a breve termine e nei primi mesi dopo il parto aumenta la probabilità che si verifichino ricadute della malattia. Anche se i dati al riguardo non sono al momento conclusivi, l’allattamento al seno sembra ridurre il rischio di ricadute. È pertanto importante che le donne siano supportate in questo passaggio, considerando anche che la maggior parte dei farmaci utilizzati in terapia sono compatibili con l’allattamento.
Source – Corriere.it – Salute

