Bergamini, nuova svolta dopo 37 anni: indagato il cugino di Isabella Internò

Il caso Bergamini, il più lungo cold case della storia dello sport italiano, si arricchisce di nuovi e ulteriori procedimenti. I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, nei confronti di Roberto Internò, cugino della fidanzata del giocatore, 65enne indagato per concorso nell’omicidio di Donato Bergamini, avvenuto il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico. Nel decreto di avviso di chiusura indagini la Procura di Castrovillari ipotizza che “Roberto, in concorso con Franco Internò – deceduto – (padre di Isabella) ed Isabella Internò, ottenuto un incontro con Donato Bergamini, dopo averlo narcotizzato ovvero, comunque, ridottone le capacità di difesa, ne cagionavano la morte, asfissiandolo meccanicamente mediante uno strumento “soft” e ponendolo, già cadavere o in limine vitae, allo scopo che venisse investito da mezzi in transito, sulla strada S.S. 106, direzione Taranto, all’altezza del Km 401 circa, Comune di Roseto Capo Spulico”. Dunque, secondo l’ipotesi accusatoria del Procura, sarebbero stati loro gli esecutori materiale che avrebbero cagionato la morte del calciatore del Cosenza.

Donato Bergamini, la nuova inchiesta dopo la sentenza

Scrivono i carabinieri di Cosenza che “l’atto in argomento scaturisce all’esito di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari ed eseguite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Cosenza. Il corpo senza vita di Donato Bergamini, fu rinvenuto sulla Strada Statale 106 Ionica, al km 401, nei pressi di un camion che lo avrebbe sormontato. La morte di Bergamini per oltre 34 anni passò come un suicidio. Secondo l’ex fidanzata. Isabella Internò, Bergamini si “tuffò sotto le ruote del camion come si fa un tuffo in piscina”. Versione portata avanti fino al 1 ottobre 2024 quando la Corte d’Assise di Cosenza condannò Isabella Internò a 16 di reclusione per concorso in omicidio volontario pluriaggravato. Nella stessa sentenza il presidente del collegio, Paola Lucente, e il giudice a latere, Marco Bilotta, adottarono un’altra serie di provvedimenti a carico di familiari e amici dell’ex fidanzata di Bergamini. Nel caso di Roberto Internò, i giudici d’Assise rinviarono gli atti alla Procura di Castrovillari perché indagassero a suo carico con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. Ora a distanza di due anni da quella sentenza arriva l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Caso Bergamini, attesa per l’Appello di Isabella Internò

La vicenda Bergamini ebbe di fatto una svolta con l’insediamento dell’allora Procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, e grazie allo straordinario lavoro della Polizia di Stato delegata come polizia giudiziaria in quella occasione. L’accusa in aula, invece, è stata rappresentata dal pm Luca Primicerio, titolare anche di questo fascicolo. Ci si avvicina, però, anche alla sentenza d’Appello a carico di Isabella Internò. Il prossimo 17 novembre, infatti, davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro ci saranno le controrepliche della Procura Generale (applicato Luca Primicerio) e nella stessa giornata è attesa la decisione del giudice. La famiglia Bergamini è assistita dagli avvocati Fabio Anselmo, Silvia Galeone e Alessandra Pisa.

Source – Tuttosport.com – Ts