Arrivato il parere di Ispra,…

Arrivato il parere di Ispra, necessario ma non vincolante, su cattura o abbattimento dell’orsa responsabile di aver aggredito un turista francese nei boschi di Dro, in Trentino. Brambilla: «Abbattere Kj1 non sarebbe solo un atto di terribile crudeltà, ma anche una significativa forzatura del diritto»
L’abbattimento di «Kj1», l’orsa che il 16 luglio scorso ha aggredito un turista francese a Dro, in Trentino, è compatibile con il «Pacobace» e la direttiva Habitat. A dirlo il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) arrivato venerdì, dando ragione alla linea di azione già decretata da due ordinanze della Provincia autonoma di Trento (entrambe sospese dal Tar). «Dobbiamo dire basta all’ossessione della giunta di Maurizio Fugatti: nessuno tocchi Kj1», torna a ribadire l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente. «È importante precisare – aggiunge – una cosa: l’istituto per la protezione ambientale non chiede l’abbattimento, semplicemente non si oppone a esso. Come prevede il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso (Pacobace, ndr) del resto oltre l’abbattimento, sono previste, in alternativa, anche il radiocollare (nel frattempo già applicato al plantigrado), la cattura e lo spostamento in un recinto, come già avvenuto per Jj4, dopo la morte di Andrea Papi. Nei giorni scorsi il Tar ha dato ragione al nostro ricorso e sospeso la seconda ordinanza di abbattimento di Fugatti che, tra le altre cose, non sta applicando quanto previsto dal decreto del Tar circa la delimitazione dei sentieri su cui si trova l’orsa», spiega Brambilla, sottolineando come sia necessario oltre a chiudere i sentieri anche impiegare dei forestali per tenere lontane le persone ed evitare incidenti. «Abbattere Kj1 – conclude – non vuol dire solo eliminare un’orsa ma quattro, perché i suoi tre cuccioli sarebbero condannati a morte certa. Con Leidaa ci siamo offerti più volte di spostare gli orsi “problematici” in aree protette all’estero, ma la Provincia di Trento non ci ha mai dato ascolto. Abbattere ora Kj1 non sarebbe solo un atto di terribile crudeltà nei confronti della povera orsa, ma anche una significativa forzatura del diritto».
Enpa: «Nessun comportamento problematico»
Anche l’Ente Nazionale Protezione Animali ha espresso sconcerto per le indiscrezioni sul parere Ispra e ha presentato una richiesta urgente di accesso agli atti, finalizzata all’impugnazione del documento in tutte le sedi legali competenti. Secondo l’Enpa le anticipazioni del documento fornite alla stampa «contengono molti elementi contraddittori e fattori che devono ancora essere analizzati con un’attenta istruttoria». In primo luogo, il parere dell’Ispra contraddice il Pacobace, perché KJ1 non può essere definito in alcun modo un esemplare «difficile», si legge nella nota, che prosegue: «Mamma orsa non ha mai messo in atto comportamenti problematici, ma ancora più significativo è il fatto che quando molestata dal videomaker (denunciato da Enpa per maltrattamento), che ha braccato lei e i suoi cuccioli per scattarsi un selfie, il plantigrado è fuggito senza minacciarlo in alcun modo. Ricordiamo inoltre che nel caso dell’incidente con il turista francese, come da lui stesso testimoniato, l’animale era in compagnia del proprio cucciolo e ha pertanto reagito a un pericolo percepito. Un comportamento che è tra i più naturali per qualunque specie vivente, compresa la nostra». L’Istituto sembra, poi, contraddire l’autorevole parere espresso dalla Federazione degli Ordini Veterinari che ha preso posizione pubblicamente contro l’uccisione di KJ1 e a favore di una politica di convivenza con gli orsi. Oltre a queste considerazioni – prosegue Enpa – resta da chiarire la dinamica dell’incidente di Dro: «Ovviamente, oltre a ricorrere contro il parere Ispra, impugneremo eventuali nuove ordinanze di morte e denunceremo quanto sta avvenendo in Trentino alla Commissione europea. Non è tollerabile che di fronte a due chiare sentenze di sospensiva da parte del Tar di Trento, la Provincia intenda proseguire sulla strada delle uccisioni che non sono assolutamente in grado di migliorare la convivenza con gli orsi e tutte le altre specie selvatiche».
Lav: «Fermare la furia orsicida di Fugatti»
Come accaduto per M90, quando a due ore dalla pubblicazione del decreto di uccisione è arrivata la notizia che la condanna a morte dell’orso era già stata eseguita, così rischia di essere per KJ1, evidenzia Lav. «Non ci fermeremo di fronte alla sete di sangue orsicida della Provincia. Ci opponiamo a un decreto mira, firma e spara, che non lascia il tempo di difendere la vita di KJ1, che invece ha tutto il diritto di essere tutelata. Non importano le ragioni di Ispra, che dichiara possibile togliere KJ1 dal bosco senza mettere a rischio la popolazione ursina delle Alpi: la vita di questo esemplare è la vita di un individuo, vale in quanto tale e ancora di più vale in quanto mamma, insostituibile per i cuccioli», dichiara Massimo Vitturi, area Animali Selvatici Lav, evidenziando come una ulteriore uccisione non aumenterebbe in alcun modo il livello di sicurezza dei cittadini trentini. Ora che l’orsa è radiocollarata, «la sua posizione può essere costantemente monitorata, permettendo così la puntuale chiusura dell’area frequentata di giorno in giorno. La Provincia non ha più pretesti: chiediamo di fermare qualsiasi deriva orsicida e di lasciar vivere libera KJ1, così che possa continuare a fare crescere i suoi cuccioli, finché non saranno autonomi».

