Un sorriso per Malagò, Parigi lo rafforza, Martedì si deciderà se commissariare la Figc


MILANO – La Nazionale vista a Parigi strappa ben più di un sorriso, mentre fuori c’è la tempesta. Lunedì l’Italia di Mancini chiuderà il suo primo mini-ciclo a Bologna con la Turchia: quanto visto finora ricorda sia quanta strada c’è da fare per dimenticare Zenica, sia come sia partito un nuovo corso, mentre le alte sfere sono impegnate in una battaglia sul crinale tra diritto, politica e carte bollate. La partita più importante si giocherà il giorno dopo l’incrocio con Montella (e la riunione informale della Serie A che lo precederà in mattinata), al Coni: martedì alle 13 è prevista la Giunta nazionale, seguita dal Consiglio, per decidere se commissariare o meno la Figc dopo l’elezione, in assenza di tesseramento, del presidente Giovanni Malagò. Dopo i toni da redde rationem degli ultimi giorni prosegue la conta dei voti: Luciano Buonfiglio, presidente Coni, l’altro ieri ha parlato di «pareri granitici» e ha invitato a evitare personalismi. Difficile rendere in modo più chiaro il pensiero di chi è convinto da tempo che l’elezione di Malagò sia una grave violazione delle regole del gioco, tale da portare al commissariamento, che peraltro assumerebbe lo stesso Buonfiglio.
La situazione
Anche il presidente federale – che sicuramente non potrà essere in Giunta durante il voto, è da verificare se possa partecipare anche prima, essendo l’unico tema di discussione e decisione – sta raccogliendo pareri pro veritate da giuristi di primo livello: uno degli aspetti su cui batteranno è che la sua vittoria, con oltre il 68% dei voti delle componenti federali, sia al più figlia di un’irregolarità e non di un malfunzionamento della Figc tale da portarla al commissariamento, ed effettivamente nella vicenda c’è poco di sostanziale e molto di formale. Al di là delle questioni giuridiche, e per quanto Buonfiglio abbia ricordato a tutti il proprio ruolo di pubblico ufficiale – ne consegue che il no al commissariamento, visti i pareri, vada motivato, anche alla luce di eventuali valutazioni in ordine al possibile danno erariale -, nessuno dubita che quella di martedì sia anche una prova di forza tra l’attuale presidente del Coni e il suo predecessore, specie rispetto agli equilibri in Giunta. Nella giornata di ieri, una vittoria circa la correttezza delle scelte operate in questi tre mesi Malagò l’ha ricevuta dall’Anac: l’Anticorruzione ha chiarito che la carica di vicepresidente vicaria del Coni di Diana Bianchedi era compatibile con quella di capodelegazione della Nazionale, da cui nel frattempo l’ex schermitrice si è dimessa.
Resta da capire se Bianchedi e Spina potranno votare
Il punto è se Bianchedi – che senza le dimissioni sarebbe stata comunque in conflitto di interessi sotto questo profilo – martedì possa votare: l’Anac ha chiarito di non potersi esprimere e che spetterà agli organi del Coni valutare il conflitto di interessi anche potenziale, «tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto, in particolare della tipologia di incarico che è stato ricoperto presso la Figc e dei contenuti, nonché della sua durata». La stessa questione, peraltro, si pone per Elisabet Spina, in Giunta in rappresentanza dei tecnici e che nelle scorse ore ha lasciato i suoi incarichi in Figc, ma resta legata al Milan, una delle 19 società (su 20) del campionato di Serie A che hanno formalizzato la candidatura di Malagò a Via Allegri. Nel caso, due voti in più per il numero uno federale, che può sicuramente contare – sui 15 possibili, con voto palese – su Marco Di Paola, Giovanni Copioli, Laura Lunetta e Federica Pellegrini. Comunque vada, la sensazione è che saranno ulteriori temi dei ricorsi e controricorsi che animeranno il terzo tempo di questa partita.
Source – Tuttosport.com – Ts
