Quattro atenei italiani nella top 200 mondiale del «The»

Un segnale di ottimismo per l’università italiana arriva dall’ultimo World University Ranking del Times Higher Education (The). Con quattro atenei tricolori tra le prime 200 istituzioni mondiali e un sistema accademico che, preso nel suo complesso, «vanta il secondo miglior incremento del punteggio medio in Europa». In un contesto globale che vede Regno Unito e Usa continuare a monopolizzare la vetta, con la britannica Harvard che mantiene per l’undicesima volta consecutiva il primo posto davanti alle statunitensi Mit, Priceton e Stanford e a un’altra inglese (Cambridge) in quinta posizione.

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Il poker italiano

Focalizzandoci sulle vicende di casa nostra, il migliore risultato nella classifica del “The” lo registra Bologna che guadagna 19 posizioni e raggiunge il 111esimo posto (a pari merito con l’università svizzera di Basilea). Ancora più sensibile l’avanzamento di Roma Sapienza che risale 23 gradini e diventa 147esima (ex aequo con la Scuola superiore Normale di Pisa che nell’edizione precedente era però 137esima e dunque scende di dieci posti, ndr).

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Completa il poker di atenei tricolori nella top 200 mondiale il Politecnico di Milano che si piazza in 157esima posizione (a pari merito con le tre britanniche Durham, Exeter e Nottingham university) dopo essere stato nella fascia 201-250 nell’edizione 2026.

Degno di nota è anche il 247esimo posto dell’Università Vita San Raffaele, che al giro precedente era nella fascia 251-300, e raggiunge il quinto posto al mondo nell’indicatore “Research Quality” (che misura la qualità e l’impatto della produzione scientifica), migliorando di due posizioni rispetto al World university ranking 2026.

La posizione dell’Italia

L’Italia conta complessivamente 58 atenei in classifica, quattro in più rispetto all’anno scorso, confermandosi il terzo Paese più rappresentato nell’Unione europea. Alle quattro università tra le prime 200 (una in più rispetto all’anno scorso), citate in precedenza, se ne sommano anche 27 tra le prime 500 (contro le 25 dell’edizione 2026).

Fonte – Il Sole 24 ORE – Scuola