Il viaggio di due padri per la pace, uno israeliano e uno palestinese che hanno perso entrambi una figlia, uccise dal conflitto che divide i due popoli


Hanno perso entrambi una figlia, uccisa dalla violenza di un conflitto che da decenni divide i loro popoli. Ma Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, hanno scelto di non farne un motivo di odio. Da questa scelta nasce “Venti di pace”, il progetto che dalla Sardegna dà il via al loro tour italiano: dopo la giornata di ieri a Villacidro, oggi i due padri sono arrivati all’Università di Cagliari, nel Dipartimento di Scienze politiche e sociali.
Occasione di incontro invece del rancore
Due esperienze segnate dal dolore che, invece di trasformarsi in una nuova ragione di rancore, sono diventate un’occasione di incontro e un impegno condiviso: riconoscere il dolore dell’altro e interrompere la spirale della violenza. “Cambiare se stessi è un percorso lungo e difficile, ma scoprendo la propria umanità si scopre anche quella del vicino. Serve coraggio per superare il dolore. Senza occupazione si potrebbe convivere, in uno Stato, in due o in cinque. Finché durerà, la resistenza continuerà a costare corpi e figli; ma nessuno sparirà, e un accordo arriverà. La domanda è quanto sangue dovrà ancora scorrere prima di capirlo”, ha detto Aramin.
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“Non cerchiamo vendetta, ma uscire dal buco nero di rabbia”
“Non cerchiamo vendetta, ma di trasformare il prezzo pagato in una scelta diversa: uscire dal buco nero di rabbia, frustrazione e uccisioni di innocenti”, ha sottolineato Elhanan, “tutti i movimenti di pace in Israele e Palestina lavorano a una soluzione, perché nessuno se ne andrà e nessuno potrà piegare l’altro. Siamo fatti per vivere insieme, e proprio perché paghiamo il prezzo abbiamo l’autorità morale per indicare la via: un mondo unico, fondato sul rispetto. Rispettare chi ci sta accanto come vogliamo essere rispettati: semplice e complicato allo stesso tempo”. È questo percorso che il progetto intende portare all’attenzione dell’opinione pubblica italiana e internazionale.
Candidatura al Nobel
E si lega anche alla candidatura dei due uomini al Premio Nobel per la pace. Portare Elhanan e Aramin nelle scuole e nell’università, spiegano gli organizzatori, significa mettere le nuove generazioni davanti a una domanda: che cosa accade quando, di fronte a una perdita irreparabile, si decide di riconoscere anche il dolore dell’altro? La testimonianza dei due padri, viene sottolineato, non può da sola risolvere la complessità del conflitto israelo-palestinese. Ma la loro storia, che parte dall’elaborazione di due lutti, afferma con forza un principio: la pace può cominciare anche dalla scelta personale di sottrarsi alla logica della vendetta e di incontrare chi appartiene all’altra parte. Il tour proseguirà ora in Piemonte e Toscana.
Fonte – Il Sole 24 ORE – Scuola
