Il Parma affonda la fragilissima Atalanta. Per Sarri il momento più duro, ma non molla


“Meritiamo di più”, urlano i tifosi all’Atalanta dopo averla sostenuta per tutta la partita con il Parma. La fischiano sonoramente e ne hanno ben donde, essendo stati testimoni della peggiore ripresa stagionale, sfociata in una sconfitta amarissima contro il Parma di Gilardino, al primo successo della sua gestione. Vale doppio ed è quanto mai corroborante per il futuro. Pimpante, ma improduttiva la supremazia territoriale dei bergamaschi che hanno cozzato contro la sagace organizzazione tattica gialloblù in un primo tempo apprezzabile sino alla rete di Fabbian, lesto a sfruttare la distrazione di una retroguardia giocoforza raffazzonata dall’impressionante emergenza infortuni. Non sono un alibi, ma dieci indisponibili per qualunque allenatore vogliono dire salire sul ring con un braccio legato dietro schiena. Il Parma ha patito l’iniziale aggressività avversaria, però si è difeso con ordine e ha colpito sfruttando i momenti propizi, aiutato in una circostanza dalla sfortuna di Zappacosta. De Kelelaere, l’unico nerazzurro ad arrendersi solo alla fine, ha cercato tre volte di superare Daffara e non c’è riuscito anche per la bravura del portiere scuola Juve. Il guizzo di Fabbian, prima dell’intervallo, ha suonato il campanello d’allarme.
Il crollo nella ripresa
Si pensava che l’Atalanta avrebbe reagito nel secondo tempo, ma il colpo del ko è arrivato proprio all’inizio della ripresa con lo jellatissimo autogol di Zappacosta. Lì, anziché rialzarsi, la squadra di Sarri si è progressivamente squagliata, prigioniera di un’inopinata fragilità psicologica e farfugliante vani tentativi di reagire. Così, anziché tentare la rimonta, la Dea ha incassato il bellissimo gol di Simone Lontani, classe 2008: ha fulminato Carnesecchi con una prodezza degna del suo talento. Lo 0-3 ha tagliato le gambe ai nerazzurri, pur se mancavano più di 40 minuti alla fine. Niente da fare: non c’è mai stato un vero tentativo di rovesciare l’inerzia dell’incontro, non c’è stata grinta, non c’è stata determinazione, non c’è stata la verve del 4-4 con il Frosinone, scaturito da una doppia rimonta né la carica che ha consentito il 2-2 di Firenze firmato Zalewski. Giuntoli prima e Sarri poi ci hanno messo subito la faccia con manifesta onestà intellettuale. Il direttore sportivo e l’allenatore hanno pronunciato le parole giuste al momento giusto: ripresa inaccettabile, scuse porte ai tifosi, squadra in ritiro per ricompattarsi in vista del Qairat giovedì a Bergamo in Conference e del Monza, domenica prima della sosta. Mai come in questo momento, l’Atalanta è chiamata onorare il motto bergamasco: mòla mia. Due parole che dicono tutto.
Source – Tuttosport.com – Ts
