Farmaci: in manovra meno payback, ma solo dal 2028. Le imprese: «Serve intervento subito»


C’è il tetto di spesa farmaceutica degli acquisti diretti – quello che fa scattare il payback – che sale al 9% sul Fondo sanitario impegnando 292 milioni in più e garantendo dunque una boccata d’ossigeno alle imprese, anche se con il grande neo che la misura scatterà solo dal 2028. Arrivano poi 160 milioni, sempre per ridurre il payback, per tutte quelle aziende che investono in Italia e anche una corsia veloce per l’accesso precoce alle terapie per malattie gravi che non hanno alternative terapeutiche. Eccolo in estrema sintesi il pacchetto di misure per la farmaceutica contenuto nella manovra di bilancio su cui le imprese per ora sospendono il giudizio visto che non manca qualche «misura importante» che fa proseguire «il percorso positivo intrapreso dal Governo in questi anni». Quello che manca però è la «prospettiva di superamento strutturale del meccanismo di ripiano e di risposta allo scenario estremamente difficile della Most Favored Nation. Le risorse sono lontane dall’adeguamento alla domanda di salute e l’aumento dello 0,2% del tetto entrerà in vigore solo nel 2028. Questo limita l’impatto del provvedimento, soprattutto nell’attuale scenario internazionale, che richiede misure forti e urgenti per restare competitivi», sottolinea il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. Che sottolinea come le risorse in manovra siano «insufficienti per rispondere alle sfide poste dal contesto internazionale. Per quanto riguarda il payback, non intravediamo un percorso che ponga un limite e poi apra al superamento strutturale che servirebbe per migliorare accesso e investimenti. Resterà di fatto una tassa insostenibile ai fini dell’innovazione», aggiunge il presidente di Farmindustria.
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I numeri del payback, la metà dello sforamento del tetto di spesa a carico delle aziende, parlano chiaro: nel 2021 valeva poco più di 1 miliardo per schizzare fino a 2,384 miliardi nel 2025 con una stima per quest’anno di una stangata di 2,5-2,6 miliardi. In pratica nel giro di sei anni la crescita del payback è stata del 130 per cento.
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Da Farmindustria arriva comunque l’apprezzamento «all’introduzione di un percorso di early access che può rendere tempestivamente disponibili i medicinali per il trattamento di patologie gravi e invalidanti. Utili anche le misure previste per premiare gli investimenti e ridurre il payback». Ma per Cattani è fondamentale «anticipare al 2027 l’aumento del tetto acquisti diretti dello 0,2%, previsto solo dal 2028, al fine di avere un maggiore impatto sugli investimenti delle imprese». La palla ora passa al Parlamento.
Source – Il Sole 24 ORE – Salute
