Giovani italiani: il 95,6% si sente in salute ma nell’Ue un under 30 su due muore per incidente o autolesionismo


Il 95,6% dei giovani italiani si sente in salute
In Italia il 95,6% dei 16-29enni giudica buona o molto buona la propria salute, contro l’89,7% nell’UE: quarto posto dopo Romania (98,2%), Grecia (98,1%) e Croazia (95,9%). Seguono Slovacchia e Bulgaria. In fondo alla graduatoria Svezia (74,4%), Paesi Bassi (79,8%) e Finlandia (81,4%): oltre venti punti separano Italia e Svezia, ma non dimostrano che i nostri giovani siano clinicamente più sani. In 14 Stati su 27 la quota supera il 90%: una mappa della percezione, non una classifica della qualità dei servizi sanitari.
L’indicatore Eurostat è la salute percepita: il giudizio personale sul benessere fisico e psicologico, influenzato da cultura, aspettative e disponibilità a riconoscere o dichiarare un disturbo. In Europa quasi nove giovani su dieci si sentono bene, contro il 67,9% dell’intera popolazione dai 16 anni in su. La quota giovanile è scesa dal 92% del 2010 all’89,7% del 2025. Si dichiarano in buona salute il 90,9% dei ragazzi e l’88,4% delle ragazze.
Le malattie croniche non risparmiano gli under 30
Nel 2025 il 17,2% dei giovani europei riferisce una malattia o un problema di salute di lunga durata: circa uno su sei. Fra le ragazze la percentuale sale al 19,6%, contro il 15% dei coetanei maschi. L’Italia, insieme a Romania, Grecia e Bulgaria, non supera il 5%; la Finlandia raggiunge il 39,9%, seguita da Svezia (25,1%) ed Estonia (24,2%).
La presenza di patologie dichiarate dipende anche da diagnosi, riconoscimento e attenzione ai sintomi. Poche segnalazioni non significano una minore diffusione. Anche per l’Italia il nodo è sapere se un giovane con un problema riceve tempestivamente diagnosi e cure, anziché fermarsi a ciò che dichiara in un questionario. Il caso finlandese lo dimostra: il Paese segnala molti più problemi cronici dell’Italia, ma il divario può riflettere anche maggiore capacità di diagnosi e una diversa consapevolezza della malattia.
Il reddito conta: l’eccezione italiana
Nell’UE l’85,6% dei giovani delle famiglie meno abbienti dichiara una buona salute, contro il 93,7% di quelli con redditi più alti: 8,1 punti di distanza. La forbice sale a 23,4 punti in Finlandia, 17,7 in Danimarca e 15 in Estonia.
Source – Il Sole 24 ORE – Salute
