Blush draping: il trucco anni ’80 che conquista la Gen Z

Da Rihanna a Sabrina Carpenter, il blush torna a salire verso le tempie e conquista la Gen Z con un effetto più morbido, colorato e contemporaneo. Vediamo insieme come
Dimenticate il blush confinato alle guance, applicato con precisione al centro dello zigomo per scolpire il viso con discrezione. Il nuovo modo di indossarlo è più libero, sfumato, quasi sfacciato. Si chiama blush draping e, dopo essere stato uno dei gesti beauty più riconoscibili degli anni ’80, è tornato a prendersi spazio sui volti della Gen Z. Il principio è semplice: usare il prodotto non soltanto per aggiungere colore, ma per ridisegnare visivamente i contorni del viso, portandolo dalle guance verso le tempie e, in alcuni casi, fino all’arcata sopracciliare.
Blush draping, una tecnica del passato che torna attuale
La tecnica è legata al make-up artist americano Way Bandy, considerato uno dei pionieri del draping. Negli anni ’70 e ’80 aveva trasformato il blush in uno strumento per modellare i lineamenti, lavorando con diverse intensità di colore per creare profondità senza affidarsi esclusivamente alle ombre. Il risultato? Guance accese, zigomi enfatizzati e un make-up pensato per essere visto; una tecnica amatissima da Cher, Madonna e Diana Ross.
Le star che lo hanno scelto
Oggi il draping torna ma con un’attitudine nuova, più morbida e contemporanea. A riportarlo sotto i riflettori sono le celebrity come Rihanna, per esempio, che ama il blush intenso e sfumato verso le tempie, spesso nelle tonalità corallo e rosate, oppure Hailey Bieber che ne propone invece una versione più fresca e luminosa, dove il colore si fonde con la pelle e accompagna delicatamente la forma dello zigomo.
Su un registro più audace si muove Amelia Gray, che sperimenta con pigmenti saturi e applicazioni meno convenzionali, mentre Sabrina Carpenter lo porta nella sua dimensione più romantica: guance intensamente rosate, sfumature morbide e quell’effetto quasi etereo che è diventato parte del suo beauty look. Interpretazioni diverse, ma unite dalla stessa idea: il blush non è più un semplice tocco di colore, bensì uno strumento capace di definire il viso e, soprattutto, di dargli carattere.
Blush draping e Gen Z
Tuttavia, la tecnica del blush draping che torna oggi non è una semplice replica degli anni ’80. La Gen Z, infatti, l’ha resa più morbida, trasparente e personalizzabile. Il merito è anche delle formule in crema e liquide che permettono di costruire il pigmento poco alla volta. Il gesto, però, rimane riconoscibile ed è quello di portare il blush più in alto e più lontano di quanto siamo abituati a fare. Con una conseguenza piacevolissima: il viso acquista un effetto subito più liftato.
Il nuovo contouring è rosa, rosso e corallo
Il successo del draping arriva in un momento in cui il blush è diventato uno dei prodotti più desiderati del beauty case. Dopo la lunga stagione del contouring, con bronzer e terre utilizzati per ridisegnare il volto quasi millimetro per millimetro, il make-up sembra aver cambiato filosofia. La definizione non sparisce, ma si fa più morbida e soprattutto più colorata. Da qui il successo del blush placement, la tecnica che consiste nello scegliere con attenzione il punto in cui applicare il fard per modificare otticamente la forma del viso. Più alto sugli zigomi per un effetto liftato, più centrale per un risultato fresco, attraverso il naso per imitare il rossore dopo una giornata al sole. Il draping si inserisce perfettamente in questa evoluzione: prende il gesto nostalgico degli anni ’80, lo libera dalla sua estetica più rigida e trasforma il make-up in qualcosa di sempre più giocoso e tailor-made.
Credit ph: GettyImages
© Riproduzione riservata
Source – Arab News

