"Juve, qui per batterti. Torino pezzo di cuore, è un ritorno a casa"


TORINO – Oscillare tra il tentativo di vivere una normale vigilia e farsi trascinare dalla forza opposta. Quella del carico emotivo che la partita si porta dietro e, per Perr Schuurs, questo va decisamente al di là della prima partita del Nec Nijmegen nella League Phase di Europa League. Una certezza, però, c’è: la necessità di guardare avanti senza lasciarsi consumare dai ricordi, senza che questi lo possano appesantire. Il difensore olandese classe ‘99 torna a Torino dopo la sfortunata esperienza in granata. Il 21 ottobre 2023 la lesione del legamento crociato del ginocchio sinistro, durante Torino-Inter. Diventa un calvario, il suo ritorno in campo avviene 1.043 giorni dopo, nella partita tra Nec e Zwolle. Facile, dunque, immaginare il frullatore di emozioni dentro il quale Schuurs è stato catapultato dal destino e dall’urna di Montecarlo. «Sono veramente contento di essere tornato qui – ha raccontato Schuurs in conferenza stampa –, per me è una partita speciale non solo per il ritorno a Torino, ma perché giochiamo in Europa. Ho avuto un’esperienza bellissima qua a Torino ma sono qui per vincere la partita». E sull’infortunio: «È sempre molto brutto quando non puoi fare quello che ti piace. Non giocare non è solo un discorso fisico ma anche mentale. È stato un periodo molto complicato che vorrei lasciarmi alle spalle. Sono contento di poter dire di essere di nuovo un calciatore, adesso vorrei guardare al futuro e mettermi in mostra. Mentalmente sono diventato più forte, sono cose che ti fanno crescere».
Schuurs a Torino: il ritorno a casa e il legame con l’ambiente granata
Oltre i brutti ricordi, la città ha lasciato il segno e il difensore lo sottolinea: «Il sentimento è quello di essere tornato a casa. Non sono tornato in Olanda da molto, sono stato qui 4 anni, l’albergo dove stiamo è vicino al mio ex appartamento». Oltre la città le persone, quelle che lo hanno accompagnato nell’esperienza granata: «Sì, ho sentito diverse persone, giocatori e anche staff medico del Torino. Probabilmente li vedrò anche. Penso solo alla partita ma, ovviamente, è molto bello sentire gli ex compagni di squadra e lo staff medico». Sulle intenzioni di dimostrare di essere ancora un calciatore di alto livello non ci sono dubbi. Qualche dubbio in più, invece, sulla titolarità questa sera. Come spiegato da Schuurs stesso, il suo percorso è fatto di tappe intermedie: di minuti giocati, ma anche di allenamenti saltati. Tutto nell’ottica di una gestione oculata. «La decisione era fare tutto piano piano, con un programma giusto per me. Era un discorso tra il mio fisioterapista e quello della società e, alla fine, tutto è andato più veloce di quello che pensassi. Mi devo frenare? Ogni tanto sì, voglio sempre fare tanto e ogni tanto il fisioterapista mi frena, dobbiamo trovare l’equilibrio».
Juve-Nec Nijmegen, Schreuder presenta la sfida di Europa League
Al fianco di Schuurs, Dick Schreuder, l’allenatore degli olandesi. La fama lo precede, il suo gioco fa parlare per aggressività e, allo stesso tempo, per i punti deboli in fase difensiva: «Se sei allenatore di una squadra top, giochi sempre nella metà campo avversaria. Così è più semplice».
Insomma, non abdica alle proprie idee, nemmeno di fronte alla Juventus: «Nella mia carriera, non c’è mai stata un’avversaria più importante». Infine, un aneddoto: «Sono stato tifoso della Juve tanti anni fa. C’era un mio amico che giocava qui: Edgar Davids. Era una squadra molto forte. Più forte di adesso? Forse sì».
Source – Tuttosport.com – Ts

