Stellantis, il destino delle fabbriche: tre stabilimenti in Italia, Mirafiori in bilico

La partita in atto tra Stellantis e governo si gioca tutta sul ruolo degli stabilimenti in Italia, nei quali attualmente si producono circa 500 mila veicoli. Possibile potenziamento degli impianti di Melfi, Cassino e Pomigliano ma Mirafiori è in bilico

Tra governo e Stellantis sono giorni ad alta tensione sul ruolo del gruppo in Italia. E sui progetti di investimento. La partita si gioca tutta sul ruolo degli stabilimenti in Italia, nei quali attualmente si producono circa 500 mila veicoli. Le consultazioni, i negoziati, se non vi saranno altri cambiamenti di rotta, come la possibile vendita di uno di questi, dovrebbero vedere in campo un possibile piano. Gli impianti sono stati valutati per la loro capacità produttiva, la modernità di tutta la struttura e l’elasticità di adattamento anche per quel che concerne il lavoro.

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L’impianto di Melfi…

Potrebbe essere protetta la fabbrica di Melfi, in provincia di Potenza, in Basilicata, dove dal settembre 1993 è presente Fiat Auto: nel 2003 erano stati prodotti 3 milioni di veicoli. Completamente ristrutturata tra il 2013 e il 2014 da Sergio Marchionne, poco dopo aver annunciato che Fiat e Chrysler sarebbero state una cosa sola, oggi è un plant capace di assemblare 400 mila auto annue. Dispone di una piattaforma Stla Medium, che può ospitare motori ibridi ed elettrici puri, per cui è idonea a costruire un suv top di gamma del brand Ds, a seguire l’erede della Jeep Compass e un modello Opel che dovrebbe ispirarsi al concept Opel Experimental. Nello stesso tempo potrebbe essere intrapresa la linea dedicata alle batterie.

… e quello di Cassino


Il secondo sito su cui si focalizzano le attenzioni è quello di Cassino che ha vissuto, dal dicembre 2023 al 15 gennaio 2024, una cassa integrazione costante ma, negli ultimi cinque anni ha ricevuto 1 miliardo per rifare completamente gli impianti di stampaggio, verniciatura e usufruisce già dell’installazione di impianti fotovoltaici. Uno solo genera, in condizioni ottimali, una media annua di 1.300 Kwh/Kwp.

La flessibilità di Pomigliano

Pomigliano è la struttura che ha dimostrato la maggior flessibilità, capace di seguire le differenti richieste del mercato, in grado di costruire automobili appartenenti a due segmenti diversi, dai costi più che concorrenziali. È considerato il top di tutti gli stabilimenti italiani di Stellantis, vi lavorano in piena attività ben 4.000 dipendenti, è l’unico ad ottenere sempre la valutazione più alta, nel 2023 sono uscite dalle sue linee 215 mila auto e per il 2024 potrebbero essere 255 mila. Gli operai si adattano a molte richieste dell’azienda che spesso crea incertezza occupazionale, spostando una parte di lavoratori su altri siti. Ma Pomigliano può considerarsi multinazionale, è diretto dalla francese Pascale Chretien, la prima manager donna, un brasiliano è a capo dell’unità montaggio, un altro francese occupa la posizione di responsabile della qualità. Più difficile il destino di Mirafiori. Il 5 febbraio arriverà da Parigi Stefan Dubs, a capo degli stabilimenti europei, e non sarà una visita solo di routine.

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30 gennaio 2024 ( modifica il 30 gennaio 2024 | 18:46)

Source – Corriere.it – Economia