Cobolli, il corpo chiede tregua ma Torino non aspetta: tre tornei per difendere un sogno

Resistere non è il termine che Flavio Cobolli ama di più. È una voce ai margini della sua complessa architettura di tennista d’alto bordo, fiorita su convinzioni personali circa i compiti che spettano a un esponente della Top society del nostro sport, tutte tendenti all’assalto degli avversari più prossimi. Aggredirli, attaccare, avventarsi, magari anche prenderli di petto, se è il caso. È probabile che Flavio avverta la resistenza come una diminuzione delle sue prerogative, ed è vero che almeno tre dei possibili sinonimi che la parola porta con sé non fanno al caso suo: sopportare è uno di questi, ma anche perseverare e conservarsi, e meno che mai trattenersi. Ma uno c’è che potrebbe aiutarlo nelle prossime settimane, che vivrà nella speranza di aprire le porte della sua prima partecipazione alle Finals, sentendosi però minacciato dalla beffa più ingenerosa, giungere a un passo dall’ingresso e restare fuori per un nonnulla. È la resistenza come opposizione e combattimento, la capacità di reagire e lottare, far fronte ai problemi e respingerli.

Resistere verso Torino

Da ieri, battuto per sopraggiunta stanchezza al primo impatto con il torneo di Shanghai da Mannarino, Cobbo è nelle condizioni di dover resistere, se davvero vorrà schiudere quel portone e trovare posto all’interno del consesso degli otto migliori. Lui è tra questi da più settimane, al momento il più vicino al punteggio indicato dall’Atp come traguardo “senza ritorno”, oltre il quale c’è la partecipazione sicura alla festa di Torino. Quota 4415 punti Race. L’hanno superata in quattro (Sinner compreso) e tre di loro saranno alle Finals: Zverev, Alcaraz e Shelton. Il quinto, in realtà quarto vista l’assenza di Jannik, è Flavio, che di punti ne ha 3540. Seguono Tiafoe (3380), Fils (3285) e Medvedev (3220), ancora in gara a Shanghai, quindi Djokovic (2840), battuto ieri da Hurkacz, in una giornata che ha visto precipitare le azioni italiane, con i rovesci di Berrettini e Musetti che hanno seguito quello di Cobbo. Grazie al passo falso di Nole, nono nella Race, ma ottavo nella corsa a Torino, le possibilità di Cobolli restano intatte, 700 punti di vantaggio. Che diventano 810 rispetto a De Minaur, al momento primo degli esclusi. Non pochi, come si vede. Mancano tre tornei, prima delle Finals, da scegliere tra i 250 di Almaty (Medvedev), Bruxelles (Fils) e Lione (Tiafoe), tra i 500 di Vienna (dov’è iscritto Cobolli) e Basilea, e il 1000 di Parigi indoor. Si tratta di 1750 punti in palio per i vincitori, una quota ancora consistente, e il rischio che dopo la settimana dedicata ai 250 Cobbo venga scavalcato è da prendere in considerazione.

Stanchezza di fine stagione

Ma l’azzurro (atteso anche a Bologna per la Davis) ha un problema in più degli altri, ha tirato la carretta per guadagnare un posto tra i primi dieci, ora sconta la stanchezza di fine stagione. Gli inciampi si susseguono con cadenze sempre più inesorabili, sono 11 nel 2026 le sconfitte al primo turno dei tornei, non poche. Ma non tali da togliere smalto alle imprese centrate: la vittoria nel 500 di Acapulco, la finale al Roland Garros, i quarti di Wimbledon, la finale di Monaco e la semifinale dia Cincinnati. Piuttosto, la stanchezza accumulata, tipica in un tennista che solo dando tutto dà il meglio di sé, invita a riflettere su come proteggersi. Se gli slanci migliori del suo gioco si sono in parte prosciugati, forse è inutile cercare il punto con la generosità di sempre. Meglio qualche attesa in più, in modo che siano gli avversari a consegnarsi. Strategia che è mancata ieri contro Mannarino, in un match giocato con passione da un Cobolli ormai in apnea. Nel primo set, Flavio ha avuto palla break in ogni turno di servizio del francese (e l’ha perso 6-1), e nel terzo il dritto non l’ha aiutato. Troppi gli errori non forzati, addirittura 42. «Sono situazioni nuove e devo capire come gestirle. Il momento che sto passando non mi aiuta. Spero che questa qualificazione alle Finals arrivi presto, in modo da lasciarmi alle spalle tutti i pensieri negativi». Resistere, resistere, resistere.    

Source – Tuttosport.com – Ts