Dal Piano triennale della ricerca 364 milioni per oltre 200 progetti

Presentato otto mesi fa, il Piano triennale della ricerca entra nel vivo assegnando più di 364 milioni a 239 progetti selezionati nei primi bandi. Il decreto che lo ha istituito è stato firmato nel febbraio 2026 e adesso vengono finanziati i primi tre bandi: 260 milioni vanno al bando Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale 2026), oltre 56 a Prin Hybrid e 48 a Synergy Grant 2026.

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Tempi di valutazione più rapidi, la soddisfazione di Bernini

Rispetto ai bandi Prin del 2022, rileva il ministero, i tempi di valutazione sono diventanti più rapidi, ridotti da 15 mesi a quattro, e c’è una maggiore apertura internazionale, con l’87% dei revisori per i bandi Prin e il 50% dei bandi Prin Hybrid. “Con il Piano triennale abbiamo cambiato passo nel finanziamento della ricerca: siamo passati dall’incertezza dei tempi a un calendario dei bandi e a una programmazione chiara, da risorse definite di volta in volta a una dotazione triennale”, osserva la ministra dell’Università e la Ricerca Anna Maria Bernini. “I primi risultati ci mostrano una comunità scientifica viva, capace di proporre progetti di qualità, mettere insieme competenze diverse e confrontarsi con le grandi trasformazioni tecnologiche. Abbiamo cambiato il metodo – prosegue Bernini – e i primi risultati ci stanno dando ragione: oggi la ricerca ha più certezze, più opportunità e una direzione precisa. È una scelta di politica nazionale, perché investire nella ricerca significa rafforzare la capacità dell’Italia di innovare, crescere e costruire il proprio futuro”.

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Progetti Prin

Sui 364 milioni, la quota più consistente, pari a 260 milioni di euro, è destinata ai progetti Prin, ossia progetti di ricerca fondamentale e realizzati in collaborazione tra università, enti pubblici di ricerca e istituzioni Afam. Fra le 4.279 proposte presentate, ne sono state selezionate 199. Di queste, 70 riguardano le Scienze della vita, 69 le Scienze fisiche e ingegneristiche e 60 le Scienze sociali e umanistiche. Inoltre, circa 39 dei 260 milioni sono riservati ai progetti guidati da ricercatori under 40.

Progetti Prin Hybrid

Sono 56,6 milioni i fondi assegnati ai progetti Prin Hybrid, che valorizzano la multidisciplinarità l’integrazione tra conoscenza teorica e applicazione delle nuove tecnologie. Sono 30 le proposte finanziare, fra le 395 proposte ricevute. Dieci riguardano l’intelligenza artificiale (17,7 milioni di euro), dieci le tecnologie e i percorsi innovativi in ambito sanitario (18 milioni), quattro le tecnologie quantistiche (7,6 milioni), tre la cybersicurezza (6,8 milioni), tre l’High Performance Computing (6,5 milioni). Anche in questo caso, il 15% della dotazione, pari a 8,5 milioni di euro, è riservato ai progetti guidati da ricercatori under 40. Sono infine state finanziate tutte e dieci le proposte relative ai Synergy Grant, per un totale di 48 milioni. Sono progetti di ricerca applicata e di frontiera condotta nei grandi poli nazionali di ricerca nati con il Pnrrr e coinvolgono complessivamente 112 fra imprese (38) e organismi di ricerca (74).

Fonte – Il Sole 24 ORE – Scuola