Nel salone di Lucio Ocria che ha…
Nel salone di Lucio Ocria che ha creato una nuova tecnica adatta i tempi di una città grande come Milano. Punto centrale: l’uso del phon prima di applicare il prodotto. Il consiglio: specchiarsi sempre alla luce naturale
Gli uomini preferiscono le bionde. La Rivincita delle bionde.
Ma anche le Finte Bionde. Quanti film abbiamo ispirato noi mesciate? Sì proprio noi che stiamo lì a misurare i millimetri di ricrescita, che lottiamo contro le punte spezzate dalla decolorazione, mai sazie di termini che ci possano definire… Siamo quelle del balayage o dello shatoosh? Meglio le mèches con le cartine o a mano libera? Finta bionda da sempre, dove c’è un guru della schiaritura, allora ci sono anche io. Lucio Ocria l’ho conosciuto per passaparola: mi ha conquistata dicendomi che la sua missione è il biondo perfetto e per questo ha chiamato il suo salone in via Mascheroni Glow Hair & Beyond, che è un invito a risplendere. Solo come le bionde sanno fare, dispensatrici della «blonditude», l’agire da bionda, divertente e un po’ svagato. Così ho detto sì quando mi ha proposto di sperimentare la sua nuova tecnica. Un metodo “smart”, come mi spiega. «Ormai il mondo è troppo frenetico e stare ore dal parrucchiere non si incastra con l’agenda piena delle persone». Milano va di corsa, ma è anche bionda: un po’ per la radice nordica, un po’ per la sua essenza sofisticata. Un biondo veloce, ma perfetto, era quello che mancava. Almeno a me. «Ovviamente fatti salvi i tempi del processo dei prodotti», mi rassicura Lucio leggendo nei miei occhi il timore eterno del crespo/spezzato/bruciacchiato.
«Questa tecnica è nata per una maggiore diffusione di biondo naturale anche per chi è castana», mi spiega mentre divide le ciocche, le scalda e le sbianca. Sempre sospesa tra la voglia di essere bionda e il timore di esserlo troppo, forse ho trovato il giusto mezzo? «Questa tecnica è un mix perfetto di separazione triangolari e ciocche prese a zig zag, creando un estrema fusione tra i capelli colorati e non, dove la transizione dallo scuro verso il chiaro assume sempre più un effetto naturale, senza rischio di demarcature e barrature». Lo ascolto, ma i miei dubbi ancestrali si fanno largo lo stesso: forse non uscirò né bionda, né castana, ma gialla o rossa. Quante raccomandazioni ho fatto allo stylist di turno (noi bionde siamo un po’ infedeli, non c’è mai fino in fondo chi ti fa felice per sempre col biondo). Ma forse il phon, nemico dei capelli, stavolta ci salverà. Lucio lo usa come un alleato. «L’utilizzo del phon prima di depositare il prodotto schiarente sulla ciocca, lasciandola lievemente calda, ci permette di schiarire basi molto scure eliminando riflessi caldi o rossi: fattore importante è la manualità nell’esecuzione e il placement del prodotto schiarente, dove la sensibilità dell hairstylist, attraverso la sfumatura, determina il risultato». Mentre mi spiega il procedimento lavora con il palmo della mano e usa il pennello solo per una maggiore precisione dei dettagli: «niente cartine qui da me, rilasciano un effetto metallico». Ultimo coup de théâtre: un biberon con dentro una lozione scura. Mi rassicura: «Il tutto si completa con Shades EQ di Redken, la colorazione liquida che mi permette di poter apportare profondità, sfumature e riflessi unici». È il momento dell’asciugatura, studiata ma casuale, come le milanesi esigono. Il trucco finale? Specchiarsi alla luce naturale, fuori dal salone, per assaporare l’effetto «glow»: la prossima volta che vedrete qualcuna per strada a Milano con uno specchio e un colpo di lacca assestato dallo stylist, tranquilli, è tutto nella norma!
31 luglio 2024 ( modifica il 31 luglio 2024 | 11:14)
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Source – Corriere.it
